Calce viva e calce spenta: un approfondimento sulla storia della calce e sul suo utilizzo

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“C’è del magico nel cogliere un sasso dalla Terra, demolirlo col Fuoco, modellarlo con l’Acqua secondo arte e ingegno, e riottenerlo solido e tenace come in origine sotto l’influsso dell’Aria: una pratica costruttiva e una filosofia antica quanto l’uomo.”

Nel V secolo Avanti Cristo, così scriveva Empedocle, poeta, filosofo e scienziato della Magna Grecia: egli descriveva, per la prima volta, il “ciclo della calce”. In queste poche semplici parole già si percepisce la grandiosità della calce, un prodotto che racchiude tutti i quattro elementi: terra, fuoco, acqua e aria.

Calce, un approfondimento sulla storia

Oggi la calce rappresenta uno dei prodotti chimico-industriali maggiormente diffusi al mondo, ma la sua storia inizia agli albori della comparsa dell’uomo sulla Terra. Si suppone che l’uomo abbia scoperto la calce contemporaneamente ad altri leganti naturali, come il gesso e l’argilla; la scoperta di questi leganti rappresenta un passo di grande rilevanza nell’evoluzione umana: per l’uomo, si tratta di una delle prime opportunità di modificare la natura traendone vantaggio.

Il manufatto più antico realizzato con la calce a noi conosciuto è un calcestruzzo, utilizzato in una pavimentazione rinvenuta in Israele e datato al 7000 a.C.; ai Fenici viene attribuita la preparazione di malte confezionate con calce aerea e sabbia vulcanica delle isole Cicladi; i Greci usavano leganti a base di calce in modo ampio, passando successivamente le loro conoscenze e tecnologie ai Romani, i quali migliorarono notevolmente la tecnologia di produzione della calce aerea, utilizzando calcari di buona qualità, spegnendo la calce viva accuratamente e mescolandola successivamente con sabbia pulita.

Con la caduta dell’Impero Romano e l’inizio del Medioevo, si persero molte delle capacità produttive acquisite fino ad allora e la qualità della calce e dei manufatti divenne decisamente scadente. A partire dal XII secolo, e ancora di più dopo il XIV secolo, la qualità della calce iniziò a migliorare, anche grazie al fenomeno dell’Umanesimo, che portò alla riscoperta e alla traduzione di opere latine, tra cui quelle di Plinio e Vitruvio, che permisero di recuperare le metodologie produttive dei Romani. I metodi dei Romani furono fatti rivivere in Francia, al tempo degli imponenti lavori idraulici svolti nella Reggia di Versailles nel ‘700; a metà del secolo, il chimico e fisico Joseph Black fu il primo a isolare l’anidride carbonica, permettendo di dare una veste scientifica ai processi di decarbonatazione del calcare e ri-carbonatazione della calce.

In Italia, il cemento si attestò come l’unico e incontrastato legante da costruzione per gran parte del Novecento; la fragilità di questo materiale venne messa in evidenza, forse per la prima volta, durante la crisi petrolifera degli anni ‘70, a causa dell’enorme quantità di risorse necessarie alla sua produzione.

Grazie alla salubrità che dona agli edifici, alla completa compatibilità con i manufatti storici e alla minore richiesta di energia durante la produzione, oggi la calce rappresenta il legante da costruzione non solo del presente ma anche del futuro: un materiale straordinario, capace di riportare in vita la magia di cui parlava Empedocle più di 2000 anni fa.

Calce viva e calce spenta: utilizzi, edilizia e non solo

La calce può essere utilizzata in lavorazioni anche molto diverse fra di loro. Naturalmente, l’edilizia e l’industria sono i settori nei quali la calce viene maggiormente impiegata, nelle sue differenti formulazioni. In funzione di legante tra materiali inerti, la calce spenta viene utilizzata per tinteggiature, bassorilievi, decorazioni murali, marmorini ed affreschi; il prodotto mescolato con sabbia grossa viene utilizzato per confezionare malte per realizzare muri con pietre e mattoni, e malte per intonaci grezzi per interni ed esterni. Mescolata con sabbia fine, la calce permette di realizzare qualsiasi tipo di intonaco.

Materiale di grande successo anche grazie alla vastità delle sue applicazioni, la calce, oltre che nel campo delle costruzioni, viene utilizzata anche in igiene ambientale, in chimica, in agricoltura, nell’industria siderurgica ecc.

Uno degli ambiti più innovativi nei quali viene impiegata la calce è senz’altro il settore ambientale: la calce viene utilizzata per il trattamento dell’acqua, dell’aria e dei rifiuti solidi, grazie alle sue proprietà depurative; inoltre, anche nella siderurgia si può notare un utilizzo di questo materiale, che viene usato per rimuovere le impurità dall’acciaio. In agricoltura, la calce viene impiegata per correggere i terreni acidi, mentre nella produzione della carta la calce viva viene utilizzata come elemento per dissolvere le fibre di legno.

Un interessante utilizzo della calce spenta è allo studio proprio in questi anni: si tratta dell’impiego di idrossido di calcio (ovvero la calce spenta) per contrastare l’acidificazione di mari e oceani. Scopri di più su questo argomento leggendo il nostro articolo dedicato!

Il grassello di calce Morandi Bortot

La calce viva, prodotta dalla cottura della pietra di cava a 950-980 °C, quando viene “spenta” con acqua dà origine al grassello giovane di calce a presa aerea. Circa 8-10 mesi di riposo in apposite vasche, periodo in cui i cristalli si dispongono in una serie di file parallele, consentono la produzione del grassello stagionato, un prodotto viscoso, tenace e lavorabile, maturo all’utilizzo.

Noi di Morandi Bortot lavoriamo il vero grassello di calce, direttamente dalla natura: i nostri prodotti sono in linea con la bioedilizia e con l’architettura sostenibile, in grande sviluppo negli ultimi anni, e sono inoltre perfetti da impiegare nei restauri di edifici di pregio.

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